Gli artisti del Faraone - Palazzo Bricherasio, Torino
14 febbraio - 18 maggio 2003
(prorogata al 1° giugno)



L'ennesima mostra -si direbbe- su un popolo che esercita un grande fascino, normalmente conosciuto per le opere imponenti -faraoniche appunto- realizzate per valicare i confini temporali e sopravvivere alla morte dei potenti committenti.

Il percorso espositivo a Palazzo Bricherasio è dedicato, invece, agli aspetti più intimi di una comunità operaia vissuta circa 3.000 anni fa nei pressi di Tebe, a più di 700 km dalle piramidi.

Siamo a
Deir el Medina: una schiera di scribi, pittori, architetti, scultori per generazioni (XVIII, XIX e XX dinastia) prestarono la propria manodopera per celebrare i propri sovrani attraverso la costruzione delle tombe reali nella Valle dei Re e delle Regine.

I reperti in mostra, contestualizzati ove possibile nei luoghi d'uso, ci restituiscono un'idea della vita quotidiana, delle condizioni di lavoro e dell'organizzazione della società all'interno del villaggio.

La parte più suggestiva dell'itinerario è senz'altro quella dedicata agli ostraca, cocci di calcare sui quali gli abitanti di Deir el Medina annotarono rapidi schizzi e appunti: fatti per non durare, insomma. Alcuni di essi presentano vignette umoristiche, danzatrici, animali che si atteggiano come gli umani; c'è anche una scena erotica. Si tratta di pezzi di memoria riscattati all'oblio, espressioni spontanee sfuggite all'omologazione imposta dai dettami ufficiali, in cui la cifra stilistica personale era assolutamente bandita.

Entrate in punta di piedi e curiosate tra le sale, avrete l'impressione di oscillare tra il presente e un passato molto remoto che grazie al sapiente allestimento vi apparirà incredibilmente vicino.

Per approfondimenti:
www.palazzobricherasio.it

E.Leospo - M.Tosi, Vivere nell'antico Egitto, ed. Giunti, Firenze 1998