| Reggio Calabria: una vera scoperta! | |
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Il motivo principale che induce a recarsi in un luogo tanto remoto dalle principali vie di comunicazione è il richiamo di due possenti statue bronzee del IV sec. a. C. esposte al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Sono i cosiddetti Bronzi di Riace, un tesoro di inestimabile valore, essendo limitatissimo il numero di reperti di quel tipo conservatisi fino ai nostri giorni. Raffinati nella loro capigliatura riccioluta, imponenti (sono alti quasi 2 metri) e atletici, sono stati per secoli adagiati sui fondali del Mar Ionico, dove finirono tragicamente prima di raggiungere il loro committente.
Si tratta di quadretti votivi in terracotta, prodotti in gran numero attraverso l'utilizzo di matrici dello stesso materiale, offerti come ex-voto dalle giovani locresi prima di convolare a nozze. Traendo ispirazione dal mitico ratto della fanciulla Kore (o Persefone) da parte di Ade, il matrimonio è rappresentato come un rito di passaggio dalla fanciullezza spensierata, simboleggiata nelle raffigurazioni dal gioco della palla, alla vita adulta con le responsabilità derivanti dalla fondazione di un nucleo familiare autonomo. Ancora assorti nel viaggio nel passato
intrapreso all'interno del museo, uscendo, ci si ritrova sull'elegantissimo
lungomare, definito da Gabriele D'Annunzio "il
più bel chilometro d'Italia".
La Via del Mare, come la chiamano i Reggini, è orlata da maestosi alberi
tropicali e costellata di panche marmoree sulle quali ci si può sedere
ad ammirare la bella costa siciliana al di là dello Stretto, che diventa
ancora più suggestiva quando si illumina al calar dell'oscurità. |
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